UN GRANDE PROGETTO DIDATTICO ED OPERATIVO
DI “DIRITTO ALL’AMBIENTE” CON IL PATROCINIO DELLA
POLIZIA PROVINCIALE DI ROMA
INVESTIGAZIONI DIFENSIVE IN MATERIA AMBIENTALE
Un innovativo strumento per la tutela effettiva di ambiente ed animali-Commento ed analisi dell’applicabilità concreta
Roma – 26 maggio 2007
a cura dell’Avv. Eraldo Stefani
e del Dott. Maurizio Santoloci
in collaborazione con l’Avv. Valentina Stefutti
Presiede il Seminario il
Cons. Gianfranco Amendola
IL DVD RIASSUNTIVO DELL’EVENTO
CON LE RELAZIONI INTEGRATE DALLE DIAPOSITIVE
700 I PARTECIPANTI PER UN GRANDE PROGETTO DI
“DIRITTO ALL’AMBIENTE”
“Investigazioni difensive in materia ambientale”- Sono stati 700 i partecipanti al nostro seminario che hanno affollato il Teatro Eliseo a Roma il 26 maggio 2007per un evento di cultura giuridica ed impegno sociale che ha avuto un successo ed un esito realmente sorprendente, sia a livello di presenze che di coinvolgimento personale e collettivo.
All’inizio del convegno il Dott. Mario Sette, dirigente della Polizia Provinciale di Roma, che è stato uno degli attivi organizzatori della manifestazione, ha portato il saluto dell’Amministrazione della Provincia di Roma.
Ha dunque aperto i lavori il Presidente del seminario, il Cons. Gianfranco Amendola, con una approfondita ed apprezzatissima relazione introduttiva sulle finalità dell’iniziativa e sulla natura e validità procedurale ed istituzionale delle investigazioni difensive ambientali. Il Cons. Amendola, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Roma, ed uno dei padri fondatore del diritto ambientale del nostro Paese, ha dunque presieduto e coordinato i lavori della giornata conferendo alla manifestazione un avallo di prestigiosa autorevolezza con la sua presenza ed i suoi precisi e dettagliati contributi.
Successivamente il Cons. Maurizio Santoloci, magistrato e direttore della nostra testata on line “Diritto all’ambiente”, ha tracciato una relazione di inquadramento generale sulla finalità ed utilità delle investigazioni difensive ambientali nella concretezza operativa quotidiana degli operatori di polizia e degli attivista delle associazioni, oltre che dei privati cittadini.
Il tema centrale è stato dunque affrontato nei dettagli di principio procedurale e sostanziale dall’Avv. Eraldo Stefani, docente universitario ed uno dei massimi esperti a livello nazionale sul tema, autore di numerose pubblicazioni su queste ed altre tematiche giuridiche. Dunque, una docenza di massima espressione scientifica e di indiscussa autorevolezza didattica.
La relazione dell’Avv. Stefani (che è anche Presidente del Comitato di Presidenza della nostra testata on line “Diritto all’ambiente”), ha affrontato in linea trasversale tutti i principali punti connessi alle investigazioni difensive di parte lesa nel campo ambientale. partendo dalle fonti nazionali e dalla differenza tra indagini del PM, della p.g. e indagini difensive, per poi illustrare i soggetti legittimati alle investigazioni difensive.
E’ stato delineato il perche’ e’ possibile per la parte lesa singola o associativa di un reato ambientale o a danno di animali attivare le investigazioni difensive a tutela degli interessi collettivi nel settore con la contestazione dell’errata concezione delle investigazioni difensive limitate all’indagato o imputato e della pretesa esclusione della legittimazione per la parte lesa in generale. il relatore ha ribadito la possibilità giuridica della parte lesa privata di attivare le investigazioni difensive a tutela dei propri interessi e l’analoga legittimazione di attivazione per le parti lese singole associative in materia ambientale ed animalista, sono stati poi identificati i soggetti incaricati dal difensore investigativo ambientale di parte lesa e le modalità e limiti di collaborazione nello svolgimento delle investigazioni difensive da parte di tutti i soggetti interessati nonché i limiti cronologici, e sottolineato chi, quando, come e perché può attivare una investigazione difensiva ambientale e come attivare materialmente e concretamente la procedura a livello formale e sostanziale.
Particolare approfondimento è stato riservato alle investigazioni difensive preventive prima dell’iscrizione di una notizia di reato nell’apposito registro, sui relativi presupposti e fini perseguiti, sul termine iniziale e finale per lo svolgimento, sulle modalità attuative. e su tale punto nodale si è attivato un interessante e simpatico “duetto” tra l’Avv. Eraldo Stefani ed il Cons. Maurizio Santoloci che insieme - in una interlocuzione reciproca - hanno riportato i complessi principi generali nella realtà pratica ed operativa dei partecipanti a seminario, con attenzione alle diverse “angolazioni” di approccio secondo i vari interessi del pubblico che seguiva i lavori.
Altro punto fondamentale è stato quello in base al quale l’investigazione difensiva ambientale come procedura parallela, affiancata e di supporto a quella della P.G. e non alternativa o “concorrente”; in tale contesto è stato ribadito il ruolo fondamentale dell’avvocato titolare delle investigazioni difensive ambientali a supporto delle indagini di P.G. nella delicata fase intercorrente tra la presentazione della comunicazione di notizia di reato della P.G. e la decisione del pm di chiedere l’archiviazione o promuovere l’azione penale ed analogo ruolo in caso di procedura di archiviazione attivata Si è inoltre affrontato il momento del decreto citazione a giudizio e dell’avvocato titolare delle investigazioni difensive di parte lesa che si evolve in difensore di parte civile. Sono state poi esaminate le attivita’ tipiche di investigazione difensiva ambientale (acquisizione di notizie da fonti dichiarative - acquisizioni documentali e tecniche - acquisizione documenti dalla pubblica amministrazione - richiesta al PM di sequestro dei documenti in caso inadempimento - accesso ai luoghi - rilievi atti ed accertamenti tecnici (con particolare riferimento a prelievi, fotografie, filmati, assunzione di prove scientifiche) - esame delle cose sequestrate. Si è infine tracciato un quadro della utilizzazione e rilevanza probatoria delle investigazioni difensive nelle varie fasi del processo.
Dopo il coffee break offerto ai partecipanti, ulteriore ed approfondito intervento è stato quello dell’Avv. Valentina Stefutti che ha svolto una relazione sugli atti amministrativi illegittimi e sulle connesse nuove strategie per le investigazioni difensive ambientali.
L’Avv. Stefutti, coordinatrice giuridica della nostra testata on line “Diritto all’ambiente”, ha tracciato un quadro preciso – anche a livello storico-giurisprudenziale – della nuova frontiere dei crimini ambientali “in bianco” e della iniziale disapplicazione atti amministrativi illegittimi. Si è poi soffermata sugli ultimi ed attuali strumenti evolutivi che la giurisprudenza della Cassazione offre in questo delicato e prioritario settore ed in particolare su cosa può fare un operatore di polizia giudiziaria di fronte ad un’attività palesemente non consentita dalla legge ma avallata da un provvedimento amministrativo illegittimo.
Dopo la storia della giurisprudenza in materia di poteri/doveri della PG e della magistratura penale contro gli atti amministrativi illegittimi in materia ambientale, è stato ribadito il potere di sequestro riconosciuto dalle Sezioni Unite della Cassazione ed il ruolo fondamentale delle investigazioni difensive ambientali per il contrasto degli atti amministrativi illegittimi con il prezioso supporto tecnico/scientifico e di studio all’operatore di polizia giudiziaria che intenda procedere per la attivazione della disapplicazione.
Particolarmente significativo è stato il quadro reso sulle disapplicazioni penali degli atti amministrativi illegittimi nel campo degli “abusi edilizi in bianco” ed il nuovo campo di applicazione nel settore dei rifiuti e delle acque dove sempre più spesso si registrano atti amministrativi illegittimi che legalizzano situazioni contro la legge nazionale ed europea.
Ha concluso i lavori il Cons. Gianfranco Amendola (che è anche Presidente del Comitato Scientifico della nostra testata e Presidente del “Gruppo Giuristi Ambientali” di “Diritto all’ambiente”). Nella sua relazione finale, il Cons. Amendola ha tracciato in particolare temi di interesse diretto per le numerosissime forze di polizia giudiziaria statali e locali presenti in sala, con particolare riferimento agli aspetti operativi ed agli strumenti procedurali da attuare in flagranza di reato. Ha - tra l’altro – sottolineato l’importanza dei rilievi fotografici connessi a qualunque atto di PG e della necessità di concludere le indagini e gli accertamenti con ogni attività di verifica possibile, senza limitarsi come accade in alcuni casi a riferire informazioni raccolte e verbalizzate. Ha infine fornito ulteriori ed apprezzati spunti di riflessione procedurale pratica-applicativa su tutti i temi oggetto del seminario.
IL DVD RIPORTA IN VIA RIASSUNTIVA I MOMENTI PIU’ IMPORTANTI DELLE RELAZIONI E MOLTE DIAPOSITIVE
Dettaglio dei temi trattati
1. COSA SONO LE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE?
Brevi cenni di inquadramento sistematico delle fonti e delle evoluzioni normative
- Le Fonti sovranazionali
- Le Fonti nazionali
- Legge 7 dicembre del 2000 n 397
- Differenza tra indagini del pm, della p.g. e indagini difensive
2. CHI PUO’ SVOLGERLE OLTRE IL DIFENSORE DELL’INDAGATO?
I SOGGETTI LEGITTIMATI ALLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE
- art 327 bis c.p.p.
- difensore dell’indagato
- difensore della persona offesa
3. LE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE AMBIENTALI DI PARTE LESA
PERCHE’ E’ POSSIBILE PER LA PARTE LESA SINGOLA O ASSOCIATIVA DI UN REATO AMBIENTALE O A DANNO DI ANIMALI ATTIVARE LE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE A TUTELA DEGLI INTERESSI COLLETTIVI NEL SETTORE
- L’errata concezione delle investigazioni difensive limitate all’indagato o imputato
- La pretesa esclusione della legittimazione per la parte lesa in generale
- La possibilità giuridica della parte lesa privata di attivare le investigazioni difensive a tutela dei propri interessi
- L’analoga legittimazione di attivazione per le parti lese singole associative in materia ambientale ed animalista
I SOGGETTI INCARICATI DAL DIFENSORE INVESTIGATIVO AMBENTALE DI PARTE LESA:
- sostituto
- investigatori privati autorizzati
- consulenti tecnici art 233 c.p.p. (con particolare riferimento a soggetti specializzati nel campo dei rifiuti, acque, edilizia, vincoli, animali)
- Il ruolo delle guardie volontarie delle associazioni ambientaliste ed animaliste
- Modalità e limiti di collaborazione nello svolgimento delle investigazioni difensive da parte di tutti i soggetti interessati
3. QUANDO E’ POSSIBILE SVOLGERE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE AMBIENTALI?
- Limiti cronologici
- Chi, quando, come e perché può attivare una investigazione difensiva ambientale
- Come attivare materialmente e concretamente la procedura a livello formale e sostanziale
A. LE INVESTIGAZIONI PREVENTIVE art 391 nonies c.p.p.
Prima dell’iscrizione di una notizia di reato nell’apposito registro
- presupposti e fini perseguiti
- termine iniziale e finale per lo svolgimento
- modalità
B. L’INVESTIGAZIONE DIFENSIVA AMBIENTALE COME PROCEDURA PARALLELA, AFFIANCATA E DI SUPPORTO A QUELLA DELLA P.G. NON ALTERNATIVA O “CONCORRENTE”
Fase delle Indagini Preliminari
- rapporto tra difensore, forze di polizia e P.M.
- La errata interpretazione delle investigazioni difensive ambientali come “concorrente” all’attività di indagine di PG e PM
- I pregiudizi storici ed i dubbi degli operatori di settore
- La differenza strutturale ed “ideologica” delle investigazioni difensive di parte lesa ambientale rispetto alle investigazioni difensive a favore dell’indagato o imputato
- Il ruolo fondamentale dell’avvocato titolare delle investigazioni difensive ambientali a supporto delle indagini di PG nella delicata fase intercorrente tra la presentazione della comunicazione di notizia di reato della PG e la decisione del PM di chiedere l’archiviazione o promuovere l’azione penale
- Analogo ruolo in caso di procedura di archiviazione attivata
C. FASE CONCLUSIONE INDAGINI PRELIMINARI 415 BIS C.P.P.
Fase finale delle Indagini Preliminari
- espletabilità di ulteriori indagini difensive a fronte dei limiti temporali posti all’indagine pubblica ex art 407 c.p.p.
- possibilità di assumere atti che richiedono l’intervento o l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria
4. DECRETO CITAZIONE A GIUDIZIO EX ART 430 C.P.P. – L’AVVOCATO TITOLARE DELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE DI PARTE LESA SI EVOLVE IN DIFENSORE DI PARTE CIVILE
La trasformazione del rito
- La parte lesa diventa parte civile in giudizio
- Il difensore segue parallelamente la modifica del ruolo procedurale
- Conclusione del primo grado di giudizio
- Il giudizio d’appello
- Finalità di supporto richiesta rinnovazione istruzione dibattimentale
5 LE ATTIVITA’ TIPICHE DI INVESTIGAZIONE DIFENSIVA AMBIENTALE
A. L’ACQUISIZIONE DI NOTIZIE DA FONTI DICHIARATIVE 391 bis C.p.p.
- facoltà di conferire con persone in grado di riferire su circostanze utili
- rilascio di dichiarazione scritta o assunzione di informazioni da documentare ai sensi del 391 ter c.p.p.. modalità
- limiti soggettivi ed opposizione al segreto
- potere di segretazione del p.m.
- rifiuto di rispondere e rimedi, l’audizione davanti al p.m.
- l’incidente probatorio 391 bis co 11 c.p.p. vera e propria prova in contraddittorio davanti ad un giudice terzo, peculiarità
B.ACQUISIZIONI DOCUMENTALI E TECNICHE
- acquisizione documenti dalla pubblica amministrazione 391 quater
- richiesta al pm di sequestro dei documenti in caso inadempimento p.a.art 367 c.p.p.
- accesso ai luoghi (ad esempio teatro di inquinamenti e scempi)
- rilievi atti ed accertamenti tecnici (con particolare riferimento a prelievi, fotografie, filmati, assunzione di prove scientifiche)
- esame delle cose sequestrate
6 UTILIZZAZIONE E RILEVANZA PROBATORIA DELLE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE NELLE VARIE FASI DEL PROCESSO
- utilizzazione e validità degli atti nella fase delle indagini preliminari e dell’udienza preliminare
- utilizzazione e validità degli atti nella fase del giudizio
- l’acquisizione al fascicolo per il dibattimento come punto fondamentale di valorizzazione della procedura seguita
- contestazioni e letture
7 ATTI AMMINISTRATIVI ILLEGITTIMI: NUOVE STRATEGIE PER LE INVESTIGAZIONI DIFENSIVE AMBIENTALI
Disapplicazione atti amministrativi illegittimi: la nuova frontiere dei crimini ambientali “in bianco”
- Cosa può fare un operatore di polizia giudiziaria di fronte ad un’attività palesemente non consentita dalla legge ma avallata da un provvedimento amministrativo illegittimo?
- La storia della giurisprudenza in materia di poteri/doveri della PG e della magistratura penale contro gli atti amministrativi illegittimi in materia ambientale
- Il potere di sequestro riconosciuto dalle Sezioni Unite della Cassazione
- Il ruolo fondamentale delle investigazioni difensive ambientali per il contrasto degli atti amministrativi illegittimi con il prezioso supporto tecnico/scientifico e di studio all’operatore di polizia giudiziaria che intenda procedere per la attivazione della disapplicazione
- La possibilità diretta dell’ avvocato titolare delle investigazioni difensive ambientali di chiedere al PM prima ed al Giudice del dibattimento poi la disapplicazione di un atto amministrativo illegittimo
- La storia significativa delle disapplicazioni penali degli atti amministrativi illegittimi nel campo degli “abusi edilizi in bianco”